RunAway

Manifesto

RunAway

Qualcosa è cambiato nel running.

Le iscrizioni alle grandi gare vanno sold out in pochi minuti. I costi salgono ogni anno. I pettorali si rivendono. Le gare si progettano per essere sempre più esclusive, desiderabili, irraggiungibili e poi ci si sorprende che lo siano diventate davvero. Il running sta diventando un mercato. E come tutti i mercati, premia chi sa fare rumore.

Noi non siamo contro le grandi gare.

Alcune sono esperienze straordinarie, e lo meritano. Ma c'è differenza tra una gara che è grande per la storia che la caratterizza, e una gara che ha deciso di trasformare quell'esperienza in un business. Stiamo vivendo un nuovo boom della corsa e mentre alcune gare fanno sold out in pochi minuti come i grandi concerti, altre spariscono in silenzio per mancanza di volontari. Nessuno le racconta. Nessuno le cerca: non perché non valga la pena, ma perché non sanno dove guardare. RunAway vuole mettere la lente d'ingrandimento su tutta la varietà di questo panorama: le gare grandi e quelle piccole, quelle invisibili ma con un carattere forte.

C'è un'altra cosa che è cambiata, e forse è più profonda.

Corriamo sempre di più da soli. Con le cuffie, con gli occhi sui dati, con l'app che ci dice se abbiamo dormito abbastanza per meritarci l'allenamento. Guardiamo con ammirazione, quasi con una nostalgia, i Raramuri in Messico che corrono a piedi scalzi, i gruppi di allenamento in Kenya e in Etiopia dove la corsa è collettiva per definizione e le staffette degli ekiden giapponesi dove nessuno corre per sé: si corre per chi viene dopo di te. Lì la corsa non è una performance individuale. È un modo di stare insieme. Noi crediamo che questo modo non sia perduto. Solo dimenticato.

Per questo RunAway organizza esperienze in piccoli gruppi.

La gara è il fulcro, non il prodotto. Quello che vogliamo costruire attorno è un'esperienza completa: il posto, le persone con cui lo vivi, il modo in cui arrivi al via e il modo in cui ti ricordi di quel momento tra dieci anni. Piccoli gruppi, perché in gruppo la corsa funziona. Ci si conosce. Ci si allena insieme, si condivide il viaggio, si torna a casa con qualcosa che va oltre il pettorale o la medaglia appesi in salotto.

Se pensi che il running più bello non sia sempre quello più famoso, e che correre con altri sia ancora meglio che correre da soli, sei nel posto giusto.